Musichetta ("La primavera" di Vivaldi a 300 decibel)
"Gentile utente la informiamo che l'attesa prevista per parlare con il nostro operatore è di ventitreminuti e trenta secondi, grazie.
Nell'attesa la preghiamo di attendere, grazie".
(Nell'attesa, mentre attendo, mi chiedo se non faccio prima ad andare direttamente alla Asl a prenotarmi la visita)
19 settembre 2011
14 settembre 2011
SOLUZIONI STRADALI

Ogni giorno qua c'è una novità .... una bella mattina ti svegli e ti accorgi che la strada sottocasa è diventata a senso unico con divieto di sosta da entrambi i lati. Un mese circa per abituarsi e massima attenzione .... infatti un paio di volte, un po' soprappensiero un po' per abitudine, ho rischiato di imboccarla alla vecchia maniera, vale a dire contromano.
Dopo un po' il divieto di sosta è diventato parcheggio prima su un lato, poi su entrambi i lati. Ciò ha quindi comportato anche lo spostamento delle strisce pedonali.
ORA, presumo che dietro tutte queste variazioni ci sia qualcuno che valuta la situazione e cerca di mettere in atto la soluzione migliore.
Ma ecco che, alla luce delle freschissime modifiche, un dubbio mi assale.
Alle sette di questa mattina degli operai stavano al lavoro, proprio qua sotto, per istituire un posto macchina per disabile. Strisce gialle, un cartello e in quattro e quattr'otto il posto è pronto.
Ma c'è qualcosa che non va: un posto macchina per disabile sul lato sinistro della strada in un punto delimitato da un muretto alto un metro e mezzo?
Ma se tutti evitano di parcheggiare da quel lato, (io per prima) proprio per la scomodità di scendere e salire in macchina, essendo necessario farlo per forza dal lato passeggero!!
Voglio vedere cosa dovrà inventarsi una persona con eventuale carrozzina o stampelle o comunque un disagio fisico. O, nel caso, i traffici e le manovre che sarà costretto a fare l'eventuale accompagnatore.
Vivremo e vedremo.
25 agosto 2011
Ma và và
Una cosa che mi sta qua, proprio, impellente: abbatteteli!!
Fate fuori la MOLLY e quel demente che la scarrozza in giro ridendo come un matto alla vista delle compresse molli. Voglio dire ... già di per sè la parola "molle" ha un che di schifosetto ...
Verrebbe voglia di ficcargliele in qualche bel posto, le pastiglie molli, a quei due. Ovviamente senza toglierle dalla confezione.
Fate fuori la MOLLY e quel demente che la scarrozza in giro ridendo come un matto alla vista delle compresse molli. Voglio dire ... già di per sè la parola "molle" ha un che di schifosetto ...
Verrebbe voglia di ficcargliele in qualche bel posto, le pastiglie molli, a quei due. Ovviamente senza toglierle dalla confezione.
09 agosto 2011
La convalescenza (una ventina di giorni fa ho finalmente fatto l'intervento rinviato più volte) mi sta imponendo dei ritmi ai quali non ero più assolutamente abituata.
Il divieto da parte dei medici di fare quasi tutto (proibito anche guidare) mi obbliga alla mercè delle mie tre efficientissime e dispotiche badanti, pronte ad intercettare ogni mio tentativo di sderazzamento.
Insomma prigioniera e succube delle tre ... e di una fastidiosa fasciatura a salame che dovrò tenere ancora per un po' di giorni e che mi è valsa l'appellativo di mamma Mac Wrap.
Solo ora, costretta al rallenty, mi rendo conto di quanto fossi frenetica, sempre col passo "a maratona", anche per accompagnare la piccola al parco o a prendere il gelato.
Speriamo comunque che 'sta situazione non comporti l'immediata ricomparsa del peso perso in una settimana di ospedale, cinque di doloroso digiuno totale, due chili in tutto. Speranza vana, ovviamente: basterà guardare una pizza o dare una sbirciatina a un par di supplì.
Tutto è bene quel che finisce bene: ma ora so che mai più leggerò la parte relativa alle "possibili complicanze" mentre sto a quattro di bastoni, col camicetto verde, pronta per entrare in sala operatoria. Mai più.
Il caso ha voluto che in sottofondo, prima che mi addormentassero, ci fosse David Bowie; il che mi è sembrato lì per lì, segno di buon auspicio. In certi momenti, come si suol dire, tutto fa brodo.
05 agosto 2011
RITORNO ALLA (A)NORMALITA'

I segni di un ritorno alla (a)normalità ci sono tutti.
Stamattina, alla solita buon'ora, mi accingevo a prepararmi il mio caffellatte da gustarmi in beata solitudine, dopo aver accudito piante, bucato da stendere, marito che va al lavoro.
Bene, mentre mi metto seduta mi accorgo che sul tavolo della cucina è rimasto un mazzo di chiavi che mio marito deve avere con sè.
Considerato che è uscito da poco mi affaccio dal terrazzo, guardo giù, la strada è deserta di qua, di là non passa anima viva, ma forse è andato dall'altra parte mi affaccio all'altro terrazzo ma niente .... ritorno dall'altra parte ... so che prima o poi qua sotto deve passare.
Niente.
Quindi è già partito.
Quando si accorgerà di non avere con sè l'indispensabile mazzo di chiavi avrà già percorso una trentina di Km per cui non mi rimane altro che chiamarlo al telefono.
Ecco il nostro dialogo:
IO - Ma senti un po', guarda che qui hai lasciato le chiavi sul tavolo!
LUI - ah sì, vabbè .... nun te preoccupà.
IO (un po' scocciata da 'sta calma ... in fin dei conti gli sto risolvendo un problema) - Ho capito nun te preoccupà, ma ti tocca tornare indietro ... adesso dove sei?
LUI - In bagno.
IO - In bagno? In bagno dove?
LUI - A Pà, in bagno nel nostro bagno.
IO - ................ ma mi pareva fossi uscito!
LUI - Eh, e invece no.
La conversazione telefonica continua:
IO - Comunque, ecco, le chiavi sono sul tavolo della cucina.
LUI - Sì sì, mò vengo ....
Seguono saluti.
(Ecco perchè non ci siamo comprati un appartamento più grande: mica per non accollarsi un mutuo per tre generazioni, macchè!!!! il motivo vero è che con una stanza in più avremmo avuto bisogno del cercapersone ....)
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