Mi tocca cominciare la giornata caricata a pallettoni e data la mia indole è una cosa che mi costa fatica. Ed è proprio la mia indole a crearmi spesso dei grossi problemi, questo modo di cercare di affrontare persone e situazioni in modo pacato e cortese: gli atteggiamenti aggressivi, i toni carichi, l'arroganza non fanno per me.
Capita però che con "la gente" come mi dice da sempre mio marito, se non tiri fuori le unghie, "te se magna in testa" e almeno su questo (aargh) mi tocca dargli ragione.
Il problema è ... risolvere un problema, che dovrei star qui due ore per spiegarlo, ma ci provo.
C'è di mezzo una persona anziana che ha determinate necessità, per essa vitali.
Ci son dei medici che certificano queste necessità con timbri , codici e controtimbri.
C'è una persona (io) che ogni tre mesi, da tanto tempo, deve fare i giri di peppe con carte e scartoffie per far sì che queste necessità , sempre con timbri, codici e controtimbri, vengano soddisfatte.
C'è un fornitore, solo quello, al quale devo rivolgermi per avere ciò che serve.
Ed è infatti lì che sono approdata ieri, armata della mia pacatezza e della mia cortesia.
"Guardi" dico all'addetta "la persona per cui sono qui mi dice che l'ultima volta vi siete sbagliati ..... il presidio X che gli avete fornito - forse ma forse eh - per un vostro errore è stato sostituito con un altro di diverse caratteristiche, che ha creato notevoli problemi nell'utilizzo. Questa volta, per cortesia fateci avere quello giusto". E, siccome non stiamo parlando di stupidaggini, a tale scopo tiro fuori i due campioni sui quali, a scanso di equivoci, per chiarezza e per non far perdere tempo, ho scritto col pennarello rispettivamente NO e SI.
Quella mi guarda, sogghigna, sbuffa, ridacchia "ahaha signora mia, ma cosa dice, ma non lo vede che sono uguali, identici, guardi qua" e si mette a darmi tutta una serie di chiarimenti e spiegazioni con toni e modi atti solo ad evidenziare che io sono una emerita cretina che non sa di cosa parla eche, evidentemente, non avendo niente di meglio da fare nella vita, va a rompere i maroni alle persone serie che lavorano, tipo lei.
Mi assale il dubbio di aver veramente capito male, può essere che mi sia confusa, che abbia capito fischi per fiaschi, (non voglio irritare sta qua, ho fatto una fatica pazzesca a trovare questo fornitore) e mi costringo a non insistere e a ritornare sui miei passi, convinta dall'arroganza con cui vengo liquidata.
E invece le cose stavano proprio così: i due campioni non sono affatto uguali, la differenza è sostanziale, fondamentale per chi ha bisogno del presidio X.
E quindi stamattina, coi miei due campioni SI e NO vado a spararmi i pallettoni. Spero solo di non giocarmi il fornitore, ma quanno ce vò ce vò.
13 luglio 2012
09 luglio 2012
.. TRA STIVALI E GIUGGIOLONI
Rieccomi, mio caro, trascuratissimo ma non abbandonato blog.
Ormai tra fb e twitter pare che tenere un blog sia un po' fuori moda, ma io, anche se con meno sollecitudine di un tempo, a questo diario virtuale non rinuncio. Virtuale a dire il vero neanche piu' di tanto ... rileggendolo ritrovo momenti altrimenti dimenticati, persone che hanno lasciato il segno e con le quali ho condiviso momenti e parole che possono essere considerate solo una ricchezza.
Dunque qualche spigolatura, per riprendere il filo.
In questi giorni di piena estate, di caldo e afa, vorrei tanto capire che cosa spinge una donna ( meglio, tante donne e di età assortite) ad uscire di casa con addosso shorts e magliette che in tutto coprono lo spazio di 20 cm quadri e con ai piedi ... gli stivali. Non quell'obbrobrio di stivali col tallone aperto, che magari un po' d'aria può infiltrarsi ...... ma stivali veri, stivaloni al ginocchio scamosciati, con o senza tacco. Hai voglia a dire che son leggeri!! è una cosa che solo a guardarli inevitabilmente vai a pensare al momento di gloria in cui verranno tolti.
Bleah.
Sbragat ..... ehm ..... distesa mollemente sul mio asciugamano, osservo la scenetta sotto l'ombrellone che mi sta davanti. Mamma e figlio di 11-12 anni, stazza non indifferente, ambedue. Lui si sistema bello comodo col suo Topolino e si sprofonda nella lettura.
La madre, in sequenza:
- insiste nel tentativo di calcargli un cappellino di tela in testa che casca e pende da tutte le parti, non considerando minimamente il fatto che col tempo il pupo ha messo su un bel capoccione.
- Estrae dalla borsa, rigorosamente termica e di debite dimensioni, un succo di frutta e gli infila, volente o nolente, la cannuccia in bocca;
- Comincia ad esaminargli la schiena, minuziosamente, poi le braccia, poi la fronte, poi riparte da capo, cosa cerchi non è dato sapere;
- Comincia a tirar fuori fagotti e cartate di cibarie che si riveleranno tranci di pizza con la mozzarella con debito sgocciolìo di olio in ogni dove;
- Caccia fuori la crema protettiva e mentre quello mangia di gusto te lo ripassa da cima a fondo, spruzza come una forsennata, lo gira e lo rivolta, lo piega e lo distende finchè non si ritiene soddisfatta.
Il pupo non fa un fiato, accetta le "attenzioni" materne, azzardando un gesto di stizza ogni tanto, subito richiamato all'ordine da mammà.
Ormai tra fb e twitter pare che tenere un blog sia un po' fuori moda, ma io, anche se con meno sollecitudine di un tempo, a questo diario virtuale non rinuncio. Virtuale a dire il vero neanche piu' di tanto ... rileggendolo ritrovo momenti altrimenti dimenticati, persone che hanno lasciato il segno e con le quali ho condiviso momenti e parole che possono essere considerate solo una ricchezza.
Dunque qualche spigolatura, per riprendere il filo.
In questi giorni di piena estate, di caldo e afa, vorrei tanto capire che cosa spinge una donna ( meglio, tante donne e di età assortite) ad uscire di casa con addosso shorts e magliette che in tutto coprono lo spazio di 20 cm quadri e con ai piedi ... gli stivali. Non quell'obbrobrio di stivali col tallone aperto, che magari un po' d'aria può infiltrarsi ...... ma stivali veri, stivaloni al ginocchio scamosciati, con o senza tacco. Hai voglia a dire che son leggeri!! è una cosa che solo a guardarli inevitabilmente vai a pensare al momento di gloria in cui verranno tolti.
Bleah.
Sbragat ..... ehm ..... distesa mollemente sul mio asciugamano, osservo la scenetta sotto l'ombrellone che mi sta davanti. Mamma e figlio di 11-12 anni, stazza non indifferente, ambedue. Lui si sistema bello comodo col suo Topolino e si sprofonda nella lettura.
La madre, in sequenza:
- insiste nel tentativo di calcargli un cappellino di tela in testa che casca e pende da tutte le parti, non considerando minimamente il fatto che col tempo il pupo ha messo su un bel capoccione.
- Estrae dalla borsa, rigorosamente termica e di debite dimensioni, un succo di frutta e gli infila, volente o nolente, la cannuccia in bocca;
- Comincia ad esaminargli la schiena, minuziosamente, poi le braccia, poi la fronte, poi riparte da capo, cosa cerchi non è dato sapere;
- Comincia a tirar fuori fagotti e cartate di cibarie che si riveleranno tranci di pizza con la mozzarella con debito sgocciolìo di olio in ogni dove;
- Caccia fuori la crema protettiva e mentre quello mangia di gusto te lo ripassa da cima a fondo, spruzza come una forsennata, lo gira e lo rivolta, lo piega e lo distende finchè non si ritiene soddisfatta.
Il pupo non fa un fiato, accetta le "attenzioni" materne, azzardando un gesto di stizza ogni tanto, subito richiamato all'ordine da mammà.
04 marzo 2012
SPIGOLATURE
Rientrando in casa, l'altro giorno, mi soffermavo a leggere un avviso che l'amministratore aveva lasciato nell'androne. Mentre leggevo, con la coda dell'occhio sbirciavo la signora che pulisce le scale del condominio, all'opera.
Questa spazzava le scale risalendole.
Ora, ricordo bene quando mia madre mi insegnava a far le cose con modi perentori: le scale da su si deve scendere giù.
Sta donna, che pur sembra sapere il fatto suo, ha stravolto in un attimo le mie consolidate certezze in materia di spazzamento di scale ....
All'uscita di un ospedale mi fermano per una intervista. Microfono e telecamera davanti, all'inizio un po' intimidita .... ma l'intervistatore è cordiale e mi sollecita con domande su un argomento noto alle cronache degli ultimi giorni (i pronto soccorso dei nostri ospedali).
Rilascio quindi la mia intervista e per un paio di giorni me la tiro un po', certa che arriveranno telefonate a valanghe (vabbè...) da chi mi ha vista e riconosciuta in TV.
Sto ancora aspettando, ahahahaha
Lucio Dalla è stato parte della mia adolescenza.
Avevo il suo poster, lui in primo piano col berrettuccio e gli occhialetti tondi, sopra la testiera del letto in camera mia.
Mia madre era avvelenata perchè voleva che lo togliessi per "quant'era brutto come una scimmia" ... ma non se ne parlava proprio. Ascoltavo la sua "Anna e Marco" da una cassetta che si deve essere consumata a forza di girare.
Una cosa in comune questi due: lo stesso giorno per l'addio, lei esattamente undici anni fa
Undici anni, appunto, son passati dall'ultima volta che ti ho vista. Ti ho sistemato il colletto della camicetta che te l'avevano messo storto ed i capelli che scivolavano giù.
A ripensarci, il male è lo stesso.
Questa spazzava le scale risalendole.
Ora, ricordo bene quando mia madre mi insegnava a far le cose con modi perentori: le scale da su si deve scendere giù.
Sta donna, che pur sembra sapere il fatto suo, ha stravolto in un attimo le mie consolidate certezze in materia di spazzamento di scale ....
All'uscita di un ospedale mi fermano per una intervista. Microfono e telecamera davanti, all'inizio un po' intimidita .... ma l'intervistatore è cordiale e mi sollecita con domande su un argomento noto alle cronache degli ultimi giorni (i pronto soccorso dei nostri ospedali).
Rilascio quindi la mia intervista e per un paio di giorni me la tiro un po', certa che arriveranno telefonate a valanghe (vabbè...) da chi mi ha vista e riconosciuta in TV.
Sto ancora aspettando, ahahahaha
Lucio Dalla è stato parte della mia adolescenza.
Avevo il suo poster, lui in primo piano col berrettuccio e gli occhialetti tondi, sopra la testiera del letto in camera mia.
Mia madre era avvelenata perchè voleva che lo togliessi per "quant'era brutto come una scimmia" ... ma non se ne parlava proprio. Ascoltavo la sua "Anna e Marco" da una cassetta che si deve essere consumata a forza di girare.
Una cosa in comune questi due: lo stesso giorno per l'addio, lei esattamente undici anni fa
Undici anni, appunto, son passati dall'ultima volta che ti ho vista. Ti ho sistemato il colletto della camicetta che te l'avevano messo storto ed i capelli che scivolavano giù.
A ripensarci, il male è lo stesso.
15 febbraio 2012
MEDITATE GENTE
Almeno una o due volte al mese tocca pagare pegno: festicciola di compleanno del compagnetto di turno, per cui regolarmente si mette in moto il seguente meccanismo:
1) Rugnamenti a non finire della mia che mi rimprovera di averla fatta nascere a fine luglio;
2) Raccolta quote per il regalo;
3) Individuazione del luogo della festa (sempre diverso, sempre più lontano);
4) Consultorio con la genitrice invitante sul regalo più gradito;
5) Pellegrinaggio per negozi in cerca del suddetto regalo che risponde ad esigenze sempre ben precise e perentorie.
E su quest'ultimo punto la mamma dell'ultima festeggiata ci ha fornito un assist che ci toglie un bel po' di castagne dal fuoco: datosì che la sua pargola sembra possedere già di tutto ed in ogni caso pare essere una tipetta dai gusti incontentabili , preferisce, la genitrice, che le venga consegnata direttamente la busta col malloppo raccolto nella questua pro-regalo, saltando a piè pari i punti 4 e 5.
Ricordo tempi in cui chiedere di ricevere una busta con dei soldi dentro poteva essere fonte di grave imbarazzo e vergogna, (ammenocchè non si trattasse di parenti stretti partecipanti al tuo matrimonio). Ma i tempi, si sa, cambiano e chiedere i soldi perchè si ha già di tutto, potrebbe diventare un nuovo trend.
Nel frattempo io sto meditando di convertirmi ai testimoni di geova, che al riguardo hanno già capito tutto.
1) Rugnamenti a non finire della mia che mi rimprovera di averla fatta nascere a fine luglio;
2) Raccolta quote per il regalo;
3) Individuazione del luogo della festa (sempre diverso, sempre più lontano);
4) Consultorio con la genitrice invitante sul regalo più gradito;
5) Pellegrinaggio per negozi in cerca del suddetto regalo che risponde ad esigenze sempre ben precise e perentorie.
E su quest'ultimo punto la mamma dell'ultima festeggiata ci ha fornito un assist che ci toglie un bel po' di castagne dal fuoco: datosì che la sua pargola sembra possedere già di tutto ed in ogni caso pare essere una tipetta dai gusti incontentabili , preferisce, la genitrice, che le venga consegnata direttamente la busta col malloppo raccolto nella questua pro-regalo, saltando a piè pari i punti 4 e 5.
Ricordo tempi in cui chiedere di ricevere una busta con dei soldi dentro poteva essere fonte di grave imbarazzo e vergogna, (ammenocchè non si trattasse di parenti stretti partecipanti al tuo matrimonio). Ma i tempi, si sa, cambiano e chiedere i soldi perchè si ha già di tutto, potrebbe diventare un nuovo trend.
Nel frattempo io sto meditando di convertirmi ai testimoni di geova, che al riguardo hanno già capito tutto.
06 febbraio 2012
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